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Giornata mondiale per le donne e le ragazze nella scienza 2017

L'universo di Margherita. Margherita Hack si racconta - illustrazione

Spesso il mondo della scienza è precluso alle donne a causa di luoghi comuni e politiche inadeguate. In occasione dell'11 febbraio, Giornata mondiale per le donne e delle ragazze nella scienza, ce ne parla la scrittrice Vichi De Marchi.

Sono brave, sorpassano i loro compagni maschi non solo alle medie o al liceo ma anche all’università. L’onda lunga della loro avanzata lambisce ormai anche le facoltà scientifiche, feudi incontrastati del dominio maschile. Poi, col tempo, qualcosa succede. Al dottorato si notato i primi rilevanti cedimenti. I numeri si riducono sempre più. In Italia solo il 36% delle donne sceglie la ricerca ma con poche prospettive di carriera. La piramide della scienza al femminile, già con una base risicata, si assottiglia ulteriormente. Poche donne arrivano al vertice degli istituti di ricerca, poche sono le accademiche titolate. Sono brave ma qualcosa non funziona, perché la carriera spesso le mette in contrasto con il loro desiderio di maternità. Perché la competizione, se è troppa, le allontana. Gli orari e i modi di lavorare non sono quelli che hanno desiderato e voluto. Perché in un universo maschile, quale quello della ricerca, alle donne sono assegnati meno fondi. Perché, ancora oggi, fare figli è considerato non un fatto di genitorialità ma di sola maternità.

E allora comincia la corsa del gambero. Non che manchino i segnali incoraggianti. Per la prima volta una donna, Fabiola Gianotti, guida, dal gennaio del 2016, il Cern di Ginevra, cioè il più grande laboratorio scientifico del mondo, mentre nel 2014 l’iraniana Maryam Mirzakhani è stata la prima donna a vincere la Field Medal, in pratica il Nobel per la matematica.

Ma serve qualcosa di più. Serve un lavoro che parta dall’infanzia per abbattere i muri di diffidenza e i tanti stereotipi che fioriscono a scuola, in famiglia, ovunque, riducendo la fiducia in se stesse delle bambine e delle ragazze verso le così dette materie Stem (science, technology, engineering and mathematics).

Il tema di come promuovere la scienza presso le ragazze e le bambine se lo sono posto anche le Nazioni Unite che, nel dicembre 2015, hanno istituito la Giornata mondiale per le donne e delle ragazze nella scienza. L’appuntamento è per l’11 febbraio di ogni anno. E l’Unesco ha lanciato un manifesto-decalogo dove si sottolinea come il contributo delle donne alla scienza sia fondamentale anche per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile: lotta alla povertà, difesa dell‘ambiente, parità di genere, ecc. Il motto è “Il mondo ha bisogno della scienza e la scienza ha bisogno delle donne”. Il manifesto indica, tra le azioni fondamentali, quella di far conoscere al pubblico il contributo delle donne scienziate. Togliere dall’anonimato e dall’oscurità il lavoro femminile in questo campo non ha solo lo scopo di riconoscerne il contributo. Serve anche a dare fiducia alle leve future di piccole scienziate, a indicare modelli, a valorizzare il sapere e le capacità femminili.

Perché una delle cose di cui le bambine e le ragazze hanno più bisogno per immaginarsi scienziate è di potenti iniezioni di fiducia in se stesse. E modelli a cui ispirarsi.

”Bisogna cominciare fin dall’infanzia”, avverte Irina Bokova, direttrice generale dell’Unesco. Un avvertimento utile da ricordare non solo l’11 febbraio.

Di Vichi De Marchi.

Le illustrazioni dell'articolo sono tratte da L'universo di Margherita. Margherita Hack si racconta.




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